
La ricotta è uno degli alimenti più comuni da trovare nelle tavole degli italiani. È un derivato della lavorazione del formaggio: la parte liquida di quest’ultimo (le proteine del siero del latte) viene, infatti, separata dalla cagliata.
Il siero del latte viene fatto coagulare ad una temperatura di circa 80-90°C, processo che anticamente “costringeva” ad attendere la fuoriuscita naturale della ricotta. Nuove tecniche hanno permesso, oggi, di velocizzare il procedimento e aumentare la qualità del prodotto stesso. Questo grazie all’utilizzo di tecnologie più avanzate e di specifici sali per ricotta.
L’ultima fase prevede che la massa coagulata venga posta all’interno dei classici recipienti perforati, che ne determinano la tipica forma. In questo modo il prodotto elimina il liquido in eccesso e mantiene il particolare sapore dolce.
La qualità di una buona ricotta dipende sicuramente dall’intero metodo di lavorazione ma anche dai prodotti utilizzati e dall’allevamento del bestiame. Non bisogna sottovalutare l’importanza di pascolare il bestiame nel migliore dei modi.
Maggiore sarà la qualità dei campi, più elevata sarà la qualità del prodotto finito.