
La ricotta è uno dei cibi più apprezzati della cucinata italiana nel mondo. Nonostante sia considerata un formaggio, in realtà viene prodotta con il caglio e si ottiene riscaldando il siero rimasto dalla produzione del formaggio vaccino oppure ovino. Una volta raggiunta la temperatura di 80°- 95°C, le proteine del siero coagulano trattenendo grassi, sali minerali e lattosio.
Questo procedimento viene usato per la produzione del latte vaccino, ma può essere utilizzata anche per la lavorazione del latte di pecore. Ma allora quale scegliere tra le due? Una è migliore dell’altra?
Diciamo, innanzitutto, che non ne esiste una migliore, tutto, infatti, dipende al 100% dal gusto personale, in quanto la ricotta vaccina ha un gusto più delicato, morbido e dolce, quella di pecora ha un sapore più rustico al palato, con un gusto più intenso e dalle forti note vegetali.
Ovviamente, il gusto dipende anche da diversi fattori, tra cui la tipologia di alimentazione dell’animale e il livello di composizione grassa del latte ovino.
Proprio per questo, se dovete usarla per le preparazioni di primi piatti la scelta può ricadere su entrambe le tipologie, mentre, per i dolci, tradizione vuole che la scelta ricada sulla ricotta di pecora: basti pensare alla pastiera napoletana, al cannolo siciliano, al calzone alla ricotta pugliese o alle pardulas sarde. Tuttavia, se si vuole dare un sapore più neutro al dolce è consigliabile optare per la varietà vaccina.
Inoltre, sotto il punto di vista nutrizionale, la ricotta di mucca è più magra rispetto a quella di pecora ma, in generale, entrambe possono essere utilizzate per preparare piatti light e leggeri, dato che i loro valori sono inferiori rispetto ai più comuni prodotti caseari.